MUSICOTERAPIA CLINICA

Aree di intervento

Contesti clinici, passaggi di vita, crescita personale

Le persone arrivano in musicoterapia per ragioni molto differenti: un periodo difficile, una perdita, una fase di cambiamento, una difficoltà relazionale o professionale, una condizione clinica già diagnosticata oppure una domanda personale o esistenziale.

Si può iniziare un percorso anche senza una diagnosi. Quando una diagnosi è presente, viene accolta con serietà come parte del quadro complessivo della persona e della cura.

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IL PERCORSO

La persona al centro dell’incontro

Due persone con la stessa diagnosi possono avere storie, sensibilità, risorse, bisogni e modi di incontrare la musica profondamente differenti. La diagnosi contribuisce a orientare il quadro. La forma concreta del lavoro nasce dall’incontro con quella persona.

Per postura intendo il modo in cui ci poniamo davanti al reale: l’orientamento complessivo da cui guardiamo, ascoltiamo, decidiamo e agiamo. Nel lavoro scelgo una posizione fondata su ascolto, presenza e disponibilità a riconoscere ciò che sta realmente accadendo, mantenendo competenza, responsabilità e direzione.

La forma concreta del lavoro nasce dall’incontro.

ESPLORA LE AREE

I territori del lavoro

Un indice per entrare direttamente nell’area che ti riguarda.

01

Umore e vitalità

02

Identità e confini

03

Suono, movimento, tempo

04

Percezione e neurologia

05

Trauma, perdite, lavoro, maternità

06

Oncoematologia e fine vita

07

Creatività e domande esistenziali

08

Condizioni incontrate negli anni

09

Quando è presente una diagnosi

REGOLAZIONE

Quando pensieri, tensione e allerta occupano troppo spazio

Ho esperienza di lavoro con persone che attraversano ansia, ipervigilanza, stress prolungato, forte attivazione, rimuginio, pensieri ripetitivi e modalità ossessive. Ho ricevuto anche invii per persone con diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo.

In questi percorsi la musica può incontrare il corpo, l’ascolto, il movimento, la voce, il tempo e il silenzio. Può diventare importante riconoscere ciò che sta accadendo, ritrovare orientamento, percepire maggiormente il corpo, modificare un’intensità o un’accelerazione e attraversare stati differenti mantenendo continuità.

Continuare a esserci mentre il proprio stato cambia.

Umore, ritiro e vitalità

Ho lavorato con persone che attraversavano depressione, perdita di interesse, ritiro, demotivazione, stanchezza profonda o una diminuzione della possibilità di sentire piacere, iniziativa e desiderio. La musica può offrire una forma di incontro che passa anche attraverso movimento, espressione, curiosità, iniziativa e piacere.


RELAZIONE

Relazioni, identità e confini

Una difficoltà può riguardare il modo in cui una persona riesce a stare nella relazione: mantenere una propria posizione, dire no, attraversare una delusione, tollerare una differenza, restare in contatto durante un conflitto oppure riconoscere quanto lo stato dell’altro stia orientando il proprio.

In alcuni percorsi il lavoro può coinvolgere anche la coppia. La musica rende percepibili qualità molto concrete della relazione: avvicinarsi, attendere, rispondere, prendere iniziativa, lasciare spazio, sostenere una differenza, condividere uno stesso tempo.

Avvicinarsi · attendere · rispondere · prendere iniziativa · lasciare spazio · sostenere una differenza

RELAZIONE SENZA PAROLE

Quando la parola ha meno spazio

Una parte molto importante della mia esperienza riguarda il lavoro con persone autistiche, anche quando il linguaggio verbale è molto limitato e in presenza di disabilità cognitive importanti. Ho maturato inoltre esperienza in ambiti legati alla disabilità e a difficoltà dell’apprendimento e dell’attenzione.

Suono, movimento, ripetizione, iniziativa, silenzio, distanza, strumenti e tempo possono diventare elementi attraverso i quali costruire progressivamente una relazione musicale. Nel lavoro improvvisativo possono emergere piccole iniziative, alternanze, condivisione dello spazio o dello strumento, piacere e forme musicali comuni.

Partire dalla forma concreta con cui la persona è presente.


CORPO E PERCEZIONE

Corpo, percezione e condizioni neurologiche

Ho lavorato con persone con condizioni neurologiche e malattie neurodegenerative, all’interno di quadri medici già definiti e seguiti dalle figure sanitarie competenti. Quando alcune capacità cambiano o diventano più fragili, la musica può continuare a incontrare memoria musicale, voce, movimento, gesto, ascolto, piacere e relazione.

Acufene

In alcuni percorsi con persone che vivono con acufene, il lavoro può riguardare il modo in cui la persona vive il proprio campo uditivo: quanto quel suono occupa l’ascolto, come l’attenzione possa orientarsi verso altri suoni e come corpo, ambiente, musica e silenzio possano tornare a essere percepiti insieme.

Dolore e fragilità corporea

Ho maturato esperienza con persone che vivevano dolore cronico, condizioni mediche importanti e altre situazioni nelle quali il corpo era diventato un luogo particolarmente impegnativo da abitare. La musica può offrire un modo di incontrare il corpo attraverso ascolto, appoggio, piacere, movimento e presenza.

PASSAGGI DI VITA

Trauma, perdite, lavoro, maternità

Trauma e particolare vulnerabilità

Ho lavorato con persone segnate da esperienze traumatiche, anche quando era già presente un percorso psicoterapeutico specifico. Il lavoro può offrire uno spazio corporeo, musicale e relazionale nel quale incontrare appoggio, distanza, intensità, continuità e possibilità di ritorno, rispettando il tempo della persona.

Lutti e perdite

La morte di una persona cara, una separazione, una crisi familiare, una malattia o una trasformazione importante possono interrompere riferimenti fino a quel momento disponibili. La musicoterapia può offrire un luogo nel quale dolore, memoria, corpo, musica e silenzio abbiano tempo.

Stress lavorativo e cambiamenti professionali

In questi percorsi possono diventare significativi il rapporto con il proprio tempo, il riconoscimento dell’accelerazione e della saturazione, la capacità di fermarsi, porre un limite, distinguere le richieste dell’ambiente e recuperare maggiore libertà nelle decisioni.

Gravidanza, dopo il parto e trasformazioni della maternità

Ho utilizzato la musicoterapia anche durante la gravidanza e nel periodo successivo al parto. Sono fasi nelle quali corpo, identità, sonno, relazioni e organizzazione della vita possono cambiare profondamente. Il lavoro può offrire uno spazio per ascoltare il corpo, ricevere, ritrovare appoggi e continuità e accompagnare il passaggio verso una nuova organizzazione dell’esperienza.


CONTESTI CLINICI

Oncoematologia, oncologia e lunghe degenze

Una parte significativa della mia esperienza clinica si è svolta in ambito ospedaliero, anche in Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo. Ho lavorato con persone sottoposte a cure impegnative, ricoveri prolungati, isolamento, dolore, stanchezza e profonde trasformazioni della propria vita.

In questi contesti ho utilizzato ascolto musicale, Music and Imagery, voce, improvvisazione e Body Tambura, adattando ogni volta il lavoro alle energie, alle condizioni e alle possibilità reali della persona. La musica può offrire un tempo nel quale continuare a essere raggiunti da bellezza, memoria, relazione, piacere, immaginazione e presenza.

Cure palliative e fine vita

Ho utilizzato la musicoterapia anche nell’accompagnamento di persone in condizioni di grande fragilità e nel fine vita. Quando le possibilità di azione diventano molto ridotte, può rimanere ancora possibile ascoltare, ricevere, sentire una voce, una vibrazione, una musica amata, una presenza.

Anche un corpo profondamente attraversato dalla malattia può continuare a sentire, ricevere ed essere raggiunto dalla musica.

CRESCITA PERSONALE

Risorse, creatività e domande esistenziali

Si può iniziare un percorso anche a partire da una domanda personale o esistenziale, dal desiderio di conoscersi più profondamente, far crescere le proprie risorse, attraversare una fase di trasformazione oppure ritrovare maggiore continuità fra ciò che si sente, ciò che si desidera e il modo in cui si sta vivendo.

Una parte significativa delle persone che incontro è costituita anche da musicisti e da persone per le quali la musica occupa un posto importante nella propria vita. Il percorso può offrire un luogo nel quale tornare a incontrare la musica attraverso corpo, voce, emozione, gesto, libertà, piacere e possibilità espressive.

Che cosa sto facendo della mia vita?

Che cosa desidera prendere forma?

Che posto hanno oggi la musica, la creatività, le relazioni e ciò che considero essenziale?

La musicoterapia può offrire uno spazio nel quale queste domande possano essere ascoltate attraverso parola, corpo, musica, immaginario, voce e silenzio. A volte diventa possibile riconoscere più chiaramente le proprie risorse e lasciare che una direzione cominci a emergere.


ESPERIENZA CLINICA

Condizioni incontrate nel corso degli anni

Le aree precedenti descrivono territori del lavoro. All’interno di questi territori, nel corso degli anni ho ricevuto direttamente o su invio persone con condizioni cliniche già diagnosticate.

Disturbi dell’umore e depressione
Disturbo bipolare
Disturbo ossessivo-compulsivo
Disturbo borderline e altri disturbi di personalità

Schizofrenia e altre condizioni psicotiche
Disturbi alimentari
Autismo
Disabilità cognitive
Condizioni neurologiche e malattie neurodegenerative

Dolore
Acufene
Oncologia e oncoematologia
Lunghe degenze
Cure palliative e altre situazioni di fragilità clinica

Ricevere un invio per una diagnosi precisa significa inserirla nel quadro di cura e incontrare la persona concreta, con la sua storia, le sue risorse, la sua sensibilità e il suo modo di stare nella relazione.

QUADRO DI CURA

Quando è presente una patologia diagnosticata

La mia attività professionale è disciplinata ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 e mantiene confini chiari rispetto alle professioni sanitarie. Quando una persona presenta una patologia o una condizione clinica specifica già diagnosticata, il mio intervento musicoterapico si colloca nel quadro di cura definito dalle figure professionali abilitate.

Nel rispetto del Codice Deontologico AIM, il lavoro di musicoterapia clinica è svolto sulla base delle indicazioni clinico-diagnostiche di medico, psicologo o psicoterapeuta e, quando è presente un’équipe o altri professionisti di riferimento, il lavoro musicoterapico è programmato in collaborazione con loro. Diagnosi, prescrizioni farmacologiche e decisioni sanitarie rimangono di competenza delle figure abilitate.

La collaborazione permette di rispettare con precisione i confini delle competenze e mantenere continuità tra i diversi interventi rivolti alla persona.


PRIMO INCONTRO

Capire insieme da dove partire

Puoi arrivare con una diagnosi precisa, una difficoltà, un passaggio della vita, una domanda personale oppure il desiderio di conoscere meglio le tue risorse, il rapporto con la musica e la creatività.

Il primo incontro serve a conoscere la persona, comprendere il momento che sta attraversando, considerare l’eventuale quadro di cura già presente e valutare insieme quale posto possa avere un percorso di musicoterapia.

Orientamento iniziale

Nel rispetto del Codice Deontologico AIM, il lavoro di musicoterapia clinica è svolto sulla base delle indicazioni clinico-diagnostiche di medico, psicologo o psicoterapeuta e, quando è presente un’équipe o altri professionisti di riferimento, il lavoro musicoterapico è programmato in collaborazione con loro. Diagnosi, prescrizioni farmacologiche e decisioni sanitarie rimangono di competenza delle figure abilitate.