ALTA FORMAZIONE

Alta Formazione

Postura clinica, presenza, ascolto e musicalità relazionale nel lavoro di cura.

Un percorso esperienziale per professionisti che lavorano stabilmente nella relazione con le persone e desiderano affinare il modo in cui ascoltano, utilizzano la voce, attraversano il silenzio, modulano la distanza e scelgono quando intervenire.

FORMAZIONE ESPERIENZIALE

Il tuo modo di stare nella relazione entra già nel lavoro.

Ascolto · corpo · voce · tempo · silenzio · presenza

PROSSIMA EDIZIONE

Inverno 2027

DURATA

5 giornate · 30 ore

MODALITÀ

In presenza

SEDE

Siena

QUOTA

€ in definizione

NEL LAVORO QUOTIDIANO

Ci sono momenti in cui la tecnica che conosci lascia aperta una domanda.

La formazione parte da ciò che accade davvero mentre sei con l’altro.

Una pausa si allunga.

Senti l’impulso a riempirla e ti chiedi quale presenza possa sostenere quel tempo.

La relazione diventa intensa.

Il corpo cambia, la voce cambia, l’attenzione si restringe. Accorgerti di questo modifica la qualità della risposta.

Una proposta perde continuità.

Diventa importante percepire se sostenere, attendere, modificare o lasciare spazio.

Sai cosa potresti dire.

La domanda riguarda il tempo, la misura e il modo in cui quella parola entra nell’incontro.

Il cambiamento tarda ad arrivare.

Emergono frustrazione, aspettativa e bisogno di risultato. Anche questa esperienza entra nella postura professionale.

La voce prende più spazio del necessario.

Prosodia, intensità, ritmo e distanza diventano aspetti concreti della relazione.

IL PERCORSO

Sei territori di lavoro

La pagina mostra i nuclei essenziali. Il lavoro concreto prende forma dentro l’esperienza del gruppo.

L’ascolto

Orientamento, disponibilità attentiva e qualità con cui ricevi ciò che accade.

Presenza incarnata

Corpo, appoggio, respiro e continuità mentre l’esperienza cambia.

La voce

Prosodia, intensità, risonanza, temporalità e spazio nella relazione.

Musicalità relazionale

Tempo, variazione, pausa, risposta e continuità nel modo in cui l’incontro prende forma.

Misura dell’intervento

Attendere, sostenere, intervenire e lasciare spazio con maggiore precisione.

Limite e attenzione

Restare presenti quando il risultato è incerto e mantenere il campo aperto senza perdere orientamento.

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FORMAZIONE ESPERIENZIALE

L’esperienza entra prima nel corpo, nell’ascolto e nella relazione.

Durante gli incontri possono trovare posto ascolto, voce, movimento, pulsazione, improvvisazione, musica e silenzio. Ogni esperienza rende osservabile qualcosa del proprio modo di stare nella relazione.

Il confronto professionale e i riferimenti teorici aiutano a dare linguaggio e precisione a ciò che è stato attraversato. Da qui il lavoro ritorna alla pratica quotidiana, dentro il ruolo e la disciplina di ciascun partecipante.

Esperienza · percezione · riconoscimento · comprensione · integrazione nella pratica

NEL TUO LAVORO

Ciò che può diventare più disponibile

Accorgerti prima di quando stai anticipando una risposta.

Percepire con maggiore precisione il tuo stato mentre la relazione cambia.

Ascoltare come la tua voce entra nello spazio dell’incontro.

Sostenere pause, silenzi e momenti di incertezza con maggiore misura.

Riconoscere quando intervenire, attendere, modificare o lasciare spazio.

Mantenere una presenza più disponibile anche davanti al limite e alla frustrazione.

Sono qualità che tornano nel colloquio, nella seduta, nel gruppo, nell’équipe e nei passaggi in cui il professionista deve scegliere come stare prima ancora di scegliere che cosa fare.

A CHI È RIVOLTO

Professionisti della cura e della relazione

Il percorso è rivolto a psicoterapeuti, psicologi, medici, musicoterapeuti, professionisti sanitari e della riabilitazione, educatori professionali e altre figure qualificate che lavorano stabilmente nella relazione con le persone.

Puoi partecipare anche senza competenze musicali pregresse.

La musica entra come campo di esperienza per ascolto, presenza, corpo, voce e relazione.

Rimani dentro il tuo ruolo professionale.

Il percorso approfondisce la postura con cui utilizzi le competenze che già possiedi.

TRA GLI INCONTRI

La formazione continua anche nel tempo tra una giornata e l’altra.

I Percorsi Sonoro-Musicali  possono accompagnare la continuità formativa con proposte costruite in rapporto al lavoro realmente svolto dal gruppo.

Ascolto, voce, corpo, silenzio e materiali sonori permettono di tornare in rapporto con ciò che è stato attraversato e osservarne la presenza nella quotidianità professionale.

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DA DOVE NASCE

Più di 25 anni tra musica, clinica e formazione

La proposta nasce dall’incontro fra la storia musicale di Fabrizio Tiezzi, la pratica clinica e un lungo lavoro di studio, confronto ed elaborazione.

Clinica

Autismo, Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo, pratica privata e lavoro interdisciplinare hanno formato il rapporto con ascolto, limite, presenza e misura dell’intervento.

Musica e voce

Improvvisazione, Guided Imagery and Music, ricerca vocale e Body Tambura hanno approfondito la relazione fra suono, corpo, tempo e presenza.

Ricerca

Psicologia dello sviluppo, filosofia, ricerca sull’ascolto e studi sulla musicalità hanno dato precisione a domande nate nella pratica.

Formazione

Il lavoro con professionisti riporta continuamente queste domande nell’esperienza e nella pratica concreta.

INFORMAZIONI PRATICHE

La prossima edizione

Dati provvisori utilizzati per l’impaginazione della prossima edizione.

DATE

Inverno 2027

5 giornate · 30 ore

SEDE / MODALITÀ

Siena · In presenza

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

€ in definizione

POSTI

Massimo 12 partecipanti

ATTESTAZIONE / ECM

Attestato di partecipazione · ECM in definizione

Parliamo

DOMANDE SUL PERCORSO

Prima di scegliere

Puoi partecipare anche senza una formazione musicale. Suono, voce, ascolto e silenzio vengono attraversati come esperienze utili ad approfondire la postura professionale.

A psicoterapeuti, psicologi, medici, musicoterapeuti, professionisti sanitari e della riabilitazione, educatori professionali e altre figure qualificate che lavorano stabilmente nella relazione con le persone.

La musica offre un campo concreto in cui ascoltare tempo, intensità, pausa, variazione, corpo, voce e continuità. L’esperienza viene poi interrogata e riportata alla pratica professionale.

Ciascun partecipante mantiene il proprio ruolo, il proprio orientamento teorico, le proprie competenze e responsabilità. La formazione lavora sulla postura con cui queste competenze vengono esercitate.

Possono essere proposti Percorsi Sonoro-Musicali — PSM e materiali formativi collegati al lavoro realmente svolto, per mantenere continuità con l’esperienza nel tempo.

ALTA FORMAZIONE

Per professionisti della cura e della relazione

Se riconosci queste domande nel tuo lavoro, possiamo capire insieme se l’Alta Formazione è adatta al tuo momento professionale.

Parliamo