COME LAVORO

Guided Imagery and Music

Quando la musica diventa il luogo dell’esperienza.

Nel movimento della musica possono emergere immagini, sensazioni corporee, emozioni, ricordi e pensieri. La Guided Imagery and Music offre uno spazio in cui queste esperienze possono essere ascoltate, attraversate e messe in relazione.

ENTRARE NELL’ESPERIENZA

La musica accompagna ciò che prende forma dentro.

L’imagery comprende molti modi di vivere interiormente l’incontro con la musica. Può presentarsi come immagine, sensazione, memoria, emozione, pensiero, movimento corporeo o percezione ancora difficile da nominare.

La musica offre continuità durante i passaggi, può creare appoggio quando qualcosa diventa intenso e può mettere in relazione aspetti dell’esperienza rimasti fino a quel momento separati.

Nel tempo, parola, disegno, scrittura, vocalizzazione o canto possono aiutare a riconoscere ciò che è accaduto e a portarlo dentro il percorso della persona.

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QUANDO PUÒ AVERE UN POSTO

Quando le parole lasciano ancora qualcosa da attraversare.

La Guided Imagery and Music può trovare spazio durante cambiamenti, perdite, malattia, fasi di discontinuità, momenti di confusione oppure quando una situazione continua a essere vissuta come ferma e ripetitiva.

Può aiutare ad avvicinare emozioni, sensazioni corporee, ricordi e domande personali; riconoscere connessioni; incontrare risorse; ritrovare continuità; approfondire una ricerca creativa o esistenziale.

La forma viene scelta insieme considerando la persona, il momento, il percorso e il contesto clinico.

Ogni brano porta una forma, un tempo, una direzione.

Tensioni, distensioni, aperture, ripetizioni, cambiamenti d’intensità e di tempo partecipano direttamente all’esperienza. La scelta della musica tiene conto della persona, del momento e del percorso.

Nella forma completa del Bonny Method, i brani vengono organizzati in programmi musicali pensati per sostenere lo sviluppo dell’esperienza nel tempo. Uno stesso brano può essere incontrato in modi molto diversi da persone diverse o dalla stessa persona in momenti differenti.

La guida ascolta insieme la persona e la musica. Una domanda, una parola, una pausa o il silenzio possono sostenere un passaggio e lasciare che l’esperienza continui a muoversi.

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Forme diverse, scelte in relazione alla persona.

Bonny Method of Guided Imagery and Music

È la forma completa sviluppata da Helen Lindquist Bonny: un incontro dedicato con preparazione all’ascolto, programma musicale strutturato, accompagnamento durante l’esperienza, ritorno e integrazione.

Guided Imagery and Music

È il campo più ampio nato dal Bonny Method e comprende nel tempo forme e adattamenti differenti della pratica.

Music and Imagery

Comprende modalità più brevi e focalizzate, costruite intorno a uno o pochi brani. Può entrare nella normale seduta musicoterapica e dialogare con corpo, voce, ascolto e altre esperienze sonoro-musicali.

UN INCONTRO BONNY METHOD

Un processo che comincia prima della musica e continua dopo l’ascolto.

Il colloquio preliminare

Si parte da come la persona sta, da ciò che porta con sé e dal percorso già compiuto. Questo tempo orienta la scelta della forma di lavoro e della musica.

La preparazione all’ascolto

Una fase di rilassamento e attenzione focalizzata prepara corpo e attenzione all’incontro con la musica.

L’esperienza con la musica

Durante l’ascolto la persona può comunicare ciò che emerge. Fabrizio segue contemporaneamente il movimento della musica e l’esperienza della persona, intervenendo con misura per mantenere contatto e continuità.

Il ritorno e l’integrazione

La conclusione dell’ascolto riporta gradualmente all’ambiente, al corpo e al tempo presente. Parola, disegno, scrittura, vocalizzazione o canto possono aiutare a riconoscere ciò che è accaduto e a collegarlo al percorso.

NELLA PRATICA DI FABRIZIO

Una specializzazione entrata nel lavoro clinico quotidiano.

Per circa cinque anni Fabrizio ha condotto percorsi di Bonny Method anche presso uno studio di psicoterapia a Prato, in collaborazione con la dott.ssa Marialisa Ermini. Questo lavoro ha consolidato il dialogo con la psicoterapia e la capacità di rendere comunicabile ciò che accade nell’esperienza musicale.

Nel lavoro ospedaliero in Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo ha utilizzato ampiamente forme brevi di Music and Imagery, adattando ogni volta l’ascolto ai tempi della cura, alle condizioni della persona e alle possibilità concrete del momento.

Queste esperienze hanno formato un modo di accompagnare molto musicale, capace di dialogare con altri saperi clinici e di mantenere chiaro il mandato musicoterapico.

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Più possibilità di restare presenti dentro ciò che accade.

Nel tempo Fabrizio ha osservato persone attraversare esperienze musicali molto intense mantenendo progressivamente maggiore orientamento, contatto con il corpo e possibilità di scelta.

In alcuni percorsi la partecipazione è diventata più attiva: lasciarsi raggiungere dalla musica, restando in contatto con il proprio limite, il proprio tempo e la propria capacità di intervenire nell’esperienza.

Con il maturare del percorso può diventare significativo anche ridurre la presenza della guida e verificare ciò che la persona riesce ormai a sostenere con maggiore autonomia nella relazione con la musica.

RICERCA

Un campo di ricerca ancora in sviluppo.

Gli studi sulla Guided Imagery and Music hanno esplorato dimensioni come tono dell’umore, ansia, stress, qualità della vita, dolore e senso di coerenza, in popolazioni e contesti differenti.

Nel complesso, la letteratura disponibile descrive possibili benefici sul contatto con il mondo interno, sull’emergere di nuove prospettive e su alcuni processi di integrazione. Le differenze fra studi, campioni e modalità di intervento richiedono una lettura prudente dei risultati.

FORMAZIONE E QUALIFICHE

Formazione specialistica avanzata

AMI Fellow (FAMI)
Association for Music and Imagery

EAMI Accredited BM GIM Therapist
European Association of Music and Imagery

La pratica è accompagnata da formazione continua, supervisione e confronto professionale.

INFORMAZIONI PRATICHE

La forma viene concordata a partire dalla persona.

Per partecipare non occorrono competenze musicali né una particolare capacità di visualizzare immagini. L’esperienza può manifestarsi attraverso emozioni, sensazioni corporee, ricordi, pensieri, immagini o attraverso il modo stesso in cui la persona incontra la musica.

Un incontro dedicato di Bonny Method dura generalmente circa 90 minuti. La cadenza abituale è ogni due o tre settimane, con una frequenza concordata in relazione al percorso.

Gli incontri si svolgono in presenza a Siena, presso il Centro Medico Veritas. La possibilità di lavorare online viene valutata in relazione alla persona e alla forma di lavoro scelta.

DOMANDE FREQUENTI

Prima di iniziare.

No. L’imagery può presentarsi come sensazione corporea, emozione, ricordo, pensiero, immagine oppure come percezione ancora difficile da definire.

No. La persona ascolta la musica e porta la propria esperienza. La competenza musicale appartiene alla formazione e alla responsabilità della guida.

Nella pratica di Fabrizio un incontro dedicato dura generalmente circa 90 minuti. Le esperienze di Music and Imagery hanno durata e struttura più flessibili.

Sono forme diverse all’interno dello stesso campo professionale. Il Bonny Method prevede un incontro dedicato e una struttura completa; la Music and Imagery utilizza modalità più brevi e focalizzate, spesso integrate nella normale seduta musicoterapica.

Sì, quando è appropriato al percorso. Con il consenso della persona, il lavoro può essere raccordato con psicologo, psicoterapeuta, medico o altri professionisti sanitari di riferimento.

RIFERIMENTI E APPROFONDIMENTI

Metodo, organizzazioni professionali e ricerca.

Metodo, storia e organizzazioni professionali

Association for Music and Imagery (AMI) — formazione e qualificazione FAMI.

European Association of Music and Imagery (EAMI) — Bonny Method, formazione e accreditamento europeo.

Bonny, H. L. (2002), Music & Consciousness: The Evolution of Guided Imagery and Music.

Grocke, D. E. (a cura di) (2019), Guided Imagery and Music: The Bonny Method and Beyond, 2ª ed.

Grocke, D. E., & Moe, T. (a cura di) (2015), Guided Imagery & Music (GIM) and Music Imagery Methods for Individual and Group Therapy.

Alcune ricerche richiamate nel testo

McKinney, C. H., & Honig, T. J. (2017) — revisione sistematica sugli esiti di serie di incontri di Bonny Method.

Lin, M.-F. et al. (2010) — studio qualitativo sui momenti significativi in persone con diagnosi di depressione.

Beck, B. D., Hansen, Å. M., & Gold, C. (2015) — studio randomizzato sulla GIM e lo stress lavoro-correlato.

Papanikolaou, E. et al. (2023) — studio pilota randomizzato in ambito oncologico.

UN PRIMO CONTATTO

Capire insieme quale forma di lavoro può avere senso adesso.

Un primo colloquio permette di conoscere la domanda della persona, il momento che sta attraversando e la forma di lavoro più adatta al percorso.

Richiedi un primo colloquio