◆ MUSICOTERAPIA CLINICA

Che cos’è la musicoterapia

La musicoterapia spiegata a chi non l’ha mai incontrata.

Non serve saper suonare. Non serve avere una preparazione musicale.

Serve poter incontrare un luogo in cui ascoltare ciò che stai vivendo.

Un luogo di ascolto

Avvicinare ciò che stai vivendo

La musicoterapia è un percorso nel quale la musica, il suono, la voce, l’ascolto e il silenzio possono aiutare una persona ad avvicinare in modo più diretto e più abitabile ciò che sta vivendo.

A volte le parole ci sono, ma non bastano.

A volte c’è qualcosa di confuso, bloccato, troppo intenso o troppo chiuso, e non è ancora facile raccontarlo.

In altri momenti la persona sente di avere bisogno di ritrovare continuità, appoggio, espressione, contatto con sé e possibilità di muoversi in modo diverso dentro la propria esperienza.

È qui che la musicoterapia può avere posto.

Nel mio lavoro la musica diventa un modo per incontrare la persona, ascoltare ciò che sta accadendo e cercare, insieme, una forma di lavoro che possa essere realmente abitata.

Quando le parole fanno fatica

A volte le parole ci sono, ma non bastano.

Ci sono esperienze che restano confuse, troppo intense o ancora difficili da raccontare. Il suono, la voce, l’ascolto e il silenzio possono offrire un luogo in cui avvicinarle con un altro tempo.

Durante il percorso

Che cosa accade in un percorso

Un percorso di musicoterapia può comprendere momenti molto diversi tra loro.

Si può parlare.

Si può usare la voce.

Si può ascoltare musica.

Si può stare in silenzio.

Si possono suonare strumenti in modo semplice e libero, senza alcuna richiesta di bravura o competenza musicale.

In alcuni casi la musica viene ascoltata; in altri viene suonata o improvvisata; in altri ancora il lavoro passa soprattutto attraverso la voce, il corpo, il respiro, il colloquio o forme di ascolto più profonde.

La forma del lavoro nasce dall’incontro con la persona: dalla domanda che porta, dal momento che sta attraversando, dal modo in cui entra nella relazione e da ciò che, in quel momento, può essere davvero sostenuto.

Chi si rivolge a me non deve sapere in anticipo quale sarà il modo giusto di lavorare. Questo fa parte del percorso e viene compreso insieme.

Per chi può essere utile

Momenti diversi della vita possono chiedere forme diverse di ascolto.

La musicoterapia può avere posto quando una persona sta attraversando:

◆ Ansia, tensione, agitazione
o fatica a ritrovare continuità.

◆ Crisi personali, lutti, cambiamenti
e passaggi difficili.

◆ Esperienze difficili da raccontare
quando le parole non riescono ancora a dare forma a ciò che si vive.

◆ Tristezza, depressione, perdita di energia
o difficoltà a sentire vitalità.

◆ Difficoltà relazionali
senso di chiusura, ritiro o fatica nell’espressione.

◆ Bisogno di ritrovare appoggio
orientamento, ascolto e possibilità di regolazione.

Può essere anche un percorso cercato a partire dal desiderio di crescere, conoscersi più a fondo, coltivare le proprie risorse, ritrovare una relazione più viva con la musica, con la propria voce, con il proprio sentire e con il proprio modo di stare al mondo.

A volte arrivano persone con una diagnosi già formulata da professionisti sanitari; altre volte arrivano persone che portano una domanda di cura, di chiarificazione, di trasformazione o di maggiore pienezza del vivere.

Accolgo entrambe le possibilità.

Quando sono presenti condizioni cliniche già diagnosticate o trattamenti in corso, il mio lavoro si colloca con chiarezza dentro il quadro della cura e, quando necessario e con il consenso della persona, in raccordo con i professionisti di riferimento.

Possibilità

Che cosa può diventare possibile

Ogni percorso è singolare. I passaggi che prendono forma cambiano da persona a persona. Nella pratica clinica ho visto diventare possibili esperienze come queste.

01/07

Dare forma a ciò che ancora non trova parole

La musica può aiutare a incontrare emozioni, tensioni, immagini o vissuti che non sono ancora chiari sul piano verbale. Offre un luogo in cui qualcosa può cominciare a emergere.

02/07

Ritrovare appoggio e continuità

Quando una persona si sente frammentata, agitata, spenta o disorientata, il lavoro sonoro-musicale può aiutare a ritrovare una base: un respiro, un ascolto, una pulsazione, una presenza più abitabile nel corpo e nell’esperienza.

03/07

Attraversare ciò che si vive

Un’emozione o una tensione possono essere attraversate in un modo più sostenibile. La musica può aiutare a modulare intensità, tempi, pause e passaggi, lasciando alla persona il proprio ritmo.

04/07

Esprimersi con maggiore libertà

Per alcune persone la voce, il suono o l’improvvisazione aprono una possibilità nuova di espressione. Per altre il cambiamento è più sottile: sentire più chiaramente un bisogno, una direzione, un limite, un desiderio o una possibilità di scelta.

05/07

Ritrovare iniziativa, vitalità e presenza

Ci sono momenti in cui una persona sente di non riuscire più a muoversi dentro la propria vita, come se qualcosa si fosse ristretto o fermato. La musica può riaprire spazio, contatto, curiosità, piacere, movimento e senso di efficacia.

06/07

Vivere la relazione in modo diverso

Nel lavoro musicoterapico può diventare più percepibile il modo in cui una persona incontra l’altro: quanto si ritrae, quanto si espone, come si avvicina, come protegge il proprio spazio, come risponde, come attende, come si lascia raggiungere.

07/07

Riaprire il vivere alla bellezza

Per alcune persone il percorso riapre una possibilità più ampia: tornare a sentire che la vita può essere incontrata con più profondità, più sensibilità, più respiro.

A volte questo accade attraverso la bellezza: una musica, un silenzio, una voce, un’esperienza che per un momento rimette in contatto con qualcosa di vivo, vero e prezioso.

La domanda più frequente

Non serve essere musicisti

Molte persone esitano perché pensano di non essere portate per la musica, di non avere orecchio, di non saper cantare o di non saper usare uno strumento.

In musicoterapia non viene chiesta una prestazione musicale. Non ci sono esami da superare né una forma corretta da raggiungere.

Forse hai domande, qui trovi risposte

Domande sulla musicoterapia

Alcune domande tornano spesso quando si incontra la musicoterapia per la prima volta.

La musicoterapia è un percorso nel quale musica, suono, voce, ascolto e silenzio entrano nella relazione di cura. Possono aiutare una persona ad avvicinare emozioni, vissuti ed esperienze che a volte sono difficili da riconoscere, esprimere o raccontare.

No. Non è richiesta alcuna preparazione musicale. Durante il percorso si può ascoltare musica, usare la voce, suonare strumenti in modo semplice e libero, parlare o stare in silenzio. La competenza musicale appartiene al musicoterapeuta e sostiene il lavoro clinico.

La forma del lavoro cambia da persona a persona. Può comprendere ascolto musicale, improvvisazione, voce, corpo, respiro, colloquio, silenzio e uso di strumenti. La direzione nasce dalla domanda della persona, dal momento che sta attraversando e da ciò che può essere sostenuto nel percorso.

Può trovare spazio in presenza di ansia, agitazione, depressione, perdita di energia, lutti, cambiamenti importanti, difficoltà relazionali, ritiro o difficoltà nell’espressione. Può essere cercata anche da chi desidera conoscersi più a fondo e ritrovare una relazione più viva con il proprio sentire.

No. Alcune persone arrivano con una diagnosi già formulata, altre portano una domanda di cura, chiarificazione o trasformazione personale. Il percorso viene valutato a partire dalla situazione concreta della persona.

Sì. Quando sono presenti condizioni cliniche diagnosticate o trattamenti già in corso, il lavoro può collocarsi all’interno del quadro di cura e, quando necessario e con il consenso della persona, raccordarsi con gli altri professionisti di riferimento.

Orientamento iniziale

Se qualcosa di queste pagine riguarda il momento che stai vivendo, possiamo parlarne.

Nel rispetto del Codice Deontologico AIM, il lavoro di musicoterapia clinica è svolto sulla base delle indicazioni clinico-diagnostiche di medico, psicologo o psicoterapeuta e, quando è presente un’équipe o altri professionisti di riferimento, il lavoro musicoterapico è programmato in collaborazione con loro. Diagnosi, prescrizioni farmacologiche e decisioni sanitarie rimangono di competenza delle figure abilitate.