LO STUDIO

In studio

Uno spazio progettato per la musicoterapia.

Lo studio di musicoterapia a Siena è stato progettato dall’architetto Patrizia Monaco intorno al modo di lavorare di Fabrizio Tiezzi. Strumenti musicali, libri, partiture, arredi e qualità dello spazio partecipano alla vita quotidiana del luogo e agli incontri che vi prendono forma.

IL PROGETTO

Gli strumenti diventano parte dell’architettura.

Patrizia Monaco ha ripensato il progetto iniziale finché lo spazio ha trovato una forma capace di corrispondere alla sensibilità, alla pratica e alla relazione quotidiana di Fabrizio con la musica.

Contrabbasso, pianoforte a un quarto di coda, xilofono, handpan, tamburi e tastiera hanno orientato la costruzione dello studio. La loro presenza definisce il carattere dello spazio e accompagna sia l’incontro musicoterapico sia il lavoro di ricerca, studio e composizione.

SUONO E SPAZIO

Una stanza attraversata dalla musica.

Gli strumenti hanno una funzione concreta nella vita dello studio. Vengono suonati, ascoltati, studiati e utilizzati quando la forma dell’incontro lo richiede. La musica rimane presente anche nel tempo dedicato alla preparazione dei percorsi e alla composizione.

«Ho così cominciato a lavorare pensando agli strumenti musicali come a elementi portanti dell’architettura dello studio.»

— Patrizia Monaco, architetto

LA VITA DELLO STUDIO

Qui il lavoro continua anche tra un incontro e l’altro.

Lo studio accoglie gli incontri e accompagna il lavoro quotidiano di Fabrizio: pensare, studiare, scrivere, suonare, comporre e preparare i percorsi. Libri e partiture restano a portata di mano come fonti vive della ricerca e della pratica.

Gli arredi essenziali e il disegno discreto delle pareti lasciano spazio agli strumenti, ai materiali e alla relazione con la musica. L’ambiente mantiene così una qualità raccolta, precisa e disponibile all’ascolto.

«Un contenitore delicato volto a lasciare spazio e visibilità al contenuto.»

Patrizia Monaco · architetto

Una cornice discreta per il lavoro musicoterapico.

La progettazione ha dato agli elementi dello studio un ruolo preciso. Pareti, arredi, strumenti, libri e partiture costruiscono un ambiente che accompagna l’ascolto e lascia emergere ciò che accade nella relazione.

La forma dello spazio racconta anche il rapporto di Fabrizio con la musica: una presenza coltivata ogni giorno, dentro il lavoro clinico e nel tempo dedicato allo studio e alla composizione.

DOMANDE SULLO STUDIO

Lo spazio, in pratica.

Il progetto nasce dal modo di lavorare di Fabrizio e dalla relazione tra persona, musica e ascolto. Gli strumenti musicali sono stati considerati fin dall’inizio come elementi capaci di orientare lo spazio e la sua funzione.

Tra gli strumenti citati nel progetto compaiono il contrabbasso, il pianoforte a un quarto di coda, lo xilofono, l’handpan, i tamburi e la tastiera.

È anche il luogo nel quale Fabrizio studia, scrive, suona, compone e prepara i percorsi. Libri e partiture fanno parte di questo lavoro quotidiano e continuano ad alimentare la ricerca e la pratica.

Conoscere lo spazio è anche un modo per capire come prende forma il lavoro.

Se vuoi capire come può svolgersi un primo incontro o orientarti rispetto a un percorso di musicoterapia, puoi scrivere direttamente.